ETNA

Tutto ciò che la natura ha di grande, tutto ciò che ha di piacevole, tutto ciò che ha di terribile, si può paragonare all’Etna, e l’Etna non si può paragonare a nulla.”
Dominique Vivand Denon, Voyage en Sicilie, 1788.

Il gigante, benevolo e distruttore allo stesso tempo, domina incontrastato la Sicilia con la sua mole imponente e inquietante, affermandosi come il vulcano più grande d’Europa e tra i più attivi al mondo.

Dichiarato nel 2013 Patrimonio Unesco, l’Etna attira e incanta ogni anno migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo.

L’attività eruttiva è pressoché costante e frequenti sono le eruzioni, le quali danno vita a un’esperienza sensoriale ed emozionale straordinaria, lodata fin dall’antichità da Pindaro, Eschilo, Orazio, Callimaco, Ovidio, Virgilio, Lucrezio, Seneca e Bembo.

Di particolare interesse è il suo rapporto col mito: luogo maestoso, pauroso e incontrollabile, l’Etna divenne un punto di contatto tra esseri mortali e immortali e dimora dei Ciclopi che vi forgiavano le saette di Zeus. Qui Ovidio narrò del Ratto di Proserpina e dell’idillio di Aci e Galatea. Qui nacquero i miti di Efesto, Tifone ed Encedalo. Qui mise fine alla sua vita il filosofo Empedocle, gettandosi nel cratere. Qui trovò riparo Re Artù. Qui riposa, secondo una leggenda anglosassone, l’anima della regina Elisabetta I d’Inghilterra, la quale fece un patto col diavolo in cambio del sostegno durante il suo regno.

 A partire dalla seconda metà del 700 l’Etna divenne meta privilegiata dei viaggiatori del Grand Tour, tra cui Brydone, il barone von Riedesel, Goethe, Dominique Vivant Denon, Alexis de Tocqueville, Alexandre Dumas e Guy de Maupassant, che fornirono preziosi resoconti sui suoi paesaggi e crearono il “mito dell’Etna”, indiscusso topos della letteratura odeporica.

Nel 1987 fu istituito il Parco dell’Etna, le cui finalità sono: la salvaguardia, la gestione e la difesa del territorio etneo; la conservazione e lo sviluppo delle specie floreali e faunistiche; lo sviluppo dell’economia e la promozione di attività ricreative e culturali.
Il parco si estende per circa 600 chilometri e offre un paesaggio vario e mutevole, in cui si susseguono vigneti, pinete, querceti, castagneti, boschi di betulla, deserti lunari di lava nera e cime innevate.
Il mondo vegetale etneo comprende specie rare e pregiate, come l’Asplenio settentrionale, il Cerastio, la Silene siciliana, l’Arabetta primaverile, la Romice, la Ginestra, ecc.
Alle falde del vulcano si trova un albero millenario, il più grande e vecchio d’Europa: il Castagno dei Cento Cavalli.
Numerose sono le specie faunistiche protette, tra cui la Volpe dell’Etna e l’Aquila Reale. Sull’Etna si produce il rinomato vino DOC.

Per info: http://www.parcoetna.it

  

Accessi al vulcano:

Etna Sud/Nicolosi – Rifugio Sapienza

Da qui è possibile raggiungere i crateri salendo a bordo della funivia che vi porterà a quota 2500 metri, per poi proseguire con un minibus fino a quota 2920 metri (Torre del Filosofo). La vista che si gode in cima è spettacolare, soprattutto all’alba, quando il sole sembra dipingere e colorare gradualmente i particolati del panorama sconfinato.
La stazione è collegata a Catania e Nicolosi tramite autobus AST.

Etna Nord/Linguaglossa – Piano Provenzana

Da qui è possibile raggiungere i crateri a bordo di jeep e salire fino a quota 3200 metri, godendo di una magnifica vista che abbraccia i Peloritani, i Nebrodi, le Madonie e la Valle del Bove. Più in basso è possibile rilassarsi nell’estesa Pineta Ragabo. La stazione non è servita da mezzi pubblici.

Tutta l’atmosfera cominciò gradualmente a illuminarsi, lasciando scorgere appena appena i vaghi particolari di un panorama sconfinato. Mare e terra erano bui e confusi, come se stessero emergendo allora dal caos originario, e luci e tenebre sembravano ancora indivise; finché il mattino avanzando a grado a grado, non ne completò la separazione. Le stelle allora si spengono e le ombre scompaiono. Le foreste da cui non giungeva neppure un riflesso che ne rivalesse la forma e il colore, sorgono alla vista come una nuova creazione, acquistando vita e bellezza da ogni nuovo, raggio di luce. La scena si allarga ancora, l’orizzonte sembra aumentare d’ampiezza ed espandersi da ogni lato, finché il sole come il grande Creatore, compare a oriente, e con la sua sorgente di luce modella e completa la scena immane. Tutto è incantato, e stentiamo a credere d’essere ancora sulla terra…
Patrick Brydone, Viaggio in Sicilia e a Malta, 1770.