WHERE
MONTI ROSSI, NICOLOSI

Per l’edizione 2017, Zanne ha scelto il palcoscenico naturale dei Monti Rossi di Nicolosi, enormi coni piroclastici formatisi nel corso della devastante eruzione dell’Etna del 1669. Il Festival verrà dunque ospitato dal Comune di Nicolosi, denominato “Porta dell’Etna” per la sua prossimità al vulcano, oggi sito UNESCO, e sede dell’omonimo Parco.

 

NICOLOSI

Provincia: Catania – CT – Ab. 313.726
Coordinate: 37°37′N 15°01′E
Altitudine: 698 m s.l.m.
Superficie: 42,65 km²
Abitanti: 7485 (2016)
Densità: 175,5 ab./km²
Cap: 95030
Prefisso: 095
Fuso orario: UTC +1

 

MONTI ROSSI

“Ci siamo accostati ancor più sotto i Monti Rossi ed io ne ho raggiunto una cima: è tutto un ammasso di rottami vulcanici di color rosso, di cenere e di lapilli”.
W. Goethe, Viaggio in Italia, 1816.

Il 1669 fu un “annus horribilis” per le popolazioni dell’Etna. Una violentissima eruzione, iniziata in primavera e conclusasi a metà luglio dello stesso anno, cancellò l’intero paese di Nicolosi, devastando e seppellendo ulteriormente decine di centri abitati e trasformando radicalmente la morfologia dell’intera area. Una serie di violenti terremoti infatti annunciò l’apertura di profonde fenditure, dalla cui parte meridionale nacquero i Monti Rossi, un apparato vulcanico composto da piroclasti (ceneri, lapilli e sabbie) eiettati nel corso del parossismo. La lava incandescente, fuoriuscita dal cratere appena formato e divisa in più braccia, scorse per 15 km verso sud, circondando le mura del Castello Ursino di Catania e spingendosi per oltre un miglio in mare. La popolazione inerte perse tutto, ritrovandosi in un paesaggio infernale dominato dall’incedere impetuoso e impietoso della natura funesta. La drammaticità di tale evento è raffigurata nel dipinto di Giacinto Platania, conservato all’interno del Duomo di Catania.

Oggi i Monti Rossi, ricoperti da un bosco di pini, costituiscono un luogo ideale per la pratica di attività sportive, escursioni e passeggiate all’aria aperta. Seguendo i sentieri, è possibile osservare le bombe vulcaniche, i pirosseni, il cratere e l’attigua Grotta delle Colombe. Dall’alto si gode di una vista eccezionale che spazia dalle antiche colate laviche al Mar Ionio.

Photo credits: Giuseppe Famiani